In un’epoca in cui si parla tanto di business etico, di importanza di essere autentici nel proporre chi siamo o ciò che facciamo, di commercio etico e solidale, siamo sicuri di sapere veramente cosa sia l’ETICA?

Etica: questa sconosciuta

Etica: un termine semplice e contemporaneamente difficile da spiegare.

Per certi versi inflazionata e confusa con la morale e per altri versi disconosciuta o rinnegata, l’etica è quello stato di saggezza interiore che ha a che fare con la verità e la giustizia – intellettuale, spirituale e comportamentale.

Non è un concetto ma uno stato dell’essere che nasce con noi: è intrinseco e universale come la spinta alla vita e all’evoluzione.

Agire in base all’etica significa agire nel giusto ma, indaffarati nella quotidianità e assuefatti da una società rivolta più al consumismo e alla furbizia piuttosto che alla responsabilità e alla rettitudine, tutti noi troppo spesso ce ne scordiamo e ci scrolliamo di dosso quella sensazione di incoerenza e di scollamento interiore che ci allontana dalla verità.

Non c’è bisogno di entrare in massimi sistemi o perderci in esempi eclatanti: è nelle piccole cose che possiamo facilmente capire quanto distanti siamo da quell’etica interiore che è l’essenza del vivere.


Ecco un esempio facile facile che accade quotidianamente e a cui ho partecipato proprio ieri: ero a una festa di compleanno in cui la festeggiata ha ricevuto in regalo un e-reader.

Bella scelta, ho pensato subito, un regalo utile e intelligente!

La festeggiata, felicissima, ha chiesto alle amiche come funzionasse e queste, prima ancora di spiegarle come accenderlo, le hanno indicato siti pirata dove poter scaricare gratis qualsiasi libro.

Ora, capisco che i giovani hanno pochi soldi fra le mani e vogliono fare e avere il più possibile nella vita, ma perché scaricare gratis in modalità piratesca (e questo vale anche per la musica, i film e molti altri prodotti dell’ingegno) quando, oggi, con pochi euro è possibile avere accesso a biblioteche on line infinite?

Interrogate in proposito, le ragazze si sono tutte glissate velocemente tranne una che ha risposto: la cultura dovrebbe essere gratuita.

Hmmmm, certo, dovrebbe ma ancora non lo è (speriamo in futuro).

Proseguendo nel dibattito e portando la sua attenzione sull’enorme energia – intellettuale, economica, di formazione e di tempo – che spendono autori ed editori per rendere fruibile quella cultura, le ho chiesto se non reputa legittimo per costoro il poter vivere col proprio lavoro come lei col suo. La sua risposta è stata un panegirico assurdo, che non so neppur ricordare, e che conclude dicendo di sentirsi costretta a svolgere un lavoro che non le piace per potersi sostenere economicamente, mentre un autore o un artista fa quello che ama.

Ora, senza entrare in merito a diverse tematiche che si aprono su questo orizzonte – primo fra tutti la sua percezione di valore di se stessa e degli altri – vorrei portare la tua attenzione sull’etica da cui siamo partiti.

La ragazza in questione sa che non è etico scaricare gratis una qualsiasi opera (non sarebbero altrimenti pirati i siti che lo permettono) ma, per non sentire il disagio interiore che ciò provoca, sposta l’attenzione da un’altra parte e il gesto di pirateria passa in secondo piano.

Il ragionamento però fa cilecca perché non tiene conto che ciò che realmente fa è RUBARE ma, facendolo comodamente da casa e senza alcun rischio (rubare là fuori è molto più difficile e pericoloso!) le permette di attenuare un po’ la sensazione di mancata correttezza.

L’etica viene by-passata, se ne va a spasso, e piano piano viene apparentemente dimenticata.

Apparentemente, sì, perché seppur l’azione è reputata veniale e considerata “furbizia”, un costume comune per la società, per l’Essere è violenta, paragonabile a un suicidio e quindi è grave.

Ci allontana dalla giustizia in senso ampio, sottrae valore a noi stessi e agli altri, ostacola l’evoluzione propria e di tutto il sistema in cui viviamo.

Finché pensiamo che scaricare gratis (rubare) sia un atto veniale e furbesco, partecipiamo alla morte dell’etica e al perpetuarsi di una società che si muove contro e non pro l’agire secondo etica. Non lamentiamoci quindi dei governanti che abbiamo, dei soprusi cui siamo sottoposti e dell’ingiustizia in cui viviamo.

La giustizia e l’etica comincia da noi: in primis dentro di noi e poi col nostro comportamento.

Dovrebbe essere scontato ma, oggi, mi sento di dire: onore e gloria a coloro che pagano per leggere, per ascoltare musica e per vedere un film!

Sei d’accordo o no?

Mi piacerebbe conoscere la tua opinione o la tua esperienza in proposito.

Hai altri esempi che possano farci capire bene la non-etica in cui viviamo?

Sii, generosa: lascia la tua testimonianza o commento qua sotto.


Per approfondire vedi anche questo articolo che parla di educazione


Photo Credit: Foto di Mary Pahlke da Pixabay

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