Fare il genitore e l’educatore o ESSERE genitore-educatore?

Fare il genitore, l’educatore è il lavoro più difficile che c’è e non ce lo insegna nessuno!

L’ho pensato e l’ho sentito dire tante volte da clienti, amici e conoscenti ma, in realtà, questa affermazione non è del tutto vera.

Se vuoi fare il genitore e avere un certo sostegno puoi trovare svariati corsi, libri e siti che offrono strategie di comportamento e soluzioni super valide per affrontare e superare situazioni particolari come capricci, iperattività, disturbi alimentari o del sonno, scarso apprendimento, difficoltà in caso di separazione o di lutto, e molto altro secondo la problematica che stai vivendo e secondo l’età evolutiva dei tuoi figli, allievi o clienti.

Non sminuendo tutto ciò, che in realtà è un ottimo supporto nei momenti di crisi, ma formulassimo la frase da un altro punto di vista e affermassimo:

ESSERE un genitore-educatore è il lavoro più difficile che c’è e non ce lo insegna nessuno allora questo è vero.

Da quanto ne so, non esistono scuole per diventarlo, e non perché non ci sia un certo interesse, ma perché essere un genitore-educatore non vuol dire entrare in un ruolo o svolgere un’attività.

Per essere un genitore-educatore lungimirante, autorevole e saggio bisogna essere adulti, svegli, completi, consapevoli delle proprie doti e dei propri talenti, così come dei propri automatismi e dei propri lati oscuri, al fine di comprendere e sostenere quelli dei propri figli, allievi e clienti.
In altre parole per essere un valido genitore-educatore bisogna evolversi e, se vuoi essere un caposaldo per i tuoi figli, allievi e clienti, per prima cosa devi renderti maggiormente conscio dell’influenza che tu e il tuo comportamento avete sulla loro crescita.

Quindi: prima di diventare genitori-educatori, bisogna diventare adulti ed è questo il lavoro più difficile che c’è.

Essere adulti non è proporzionale all’età che si ha.
Essere adulti significa conoscere se stessi e agire secondo etica e coerenza, con determinazione e costanza.


Oggi comincio una rubrica che ti accompagna passo dopo passo verso una maggior conoscenza di te con l’intenzione di sostenerti nel tuo percorso evolutivo al fine di essere, innanzitutto, un adulto realizzato e autonomo nel trovare le risposte che cerchi creando così la possibilità di diventare il genitore-educatore che hai sempre sognato e che vuoi essere.

Questo non perché non abbia soluzioni preconfezionate da offrirti, ma perché il mio compito, o se preferisci la mia mission, passa dal rispetto per te e per tutti gli esseri umani. Fornirti strategie di comportamento vorrebbe dire che non credo in te e nelle tue capacità, cosa che probabilmente ti sei sentito dire innumerevoli volte sia dagli altri sia da te stesso.

Io, invece, penso profondamente il contrario e cioè che tu, come ognuno, hai doti e qualità incredibili, etica personale, intelligenza intellettuale ed emotiva e tanta, tanta creatività. Devi solo conoscere i meccanismi interiori che hanno determinato la tua personalità e il tuo carattere psicosomatico per andare oltre e diventare consapevole della tua magnificenza.

Sì, hai capito bene: della tua magnificenza!

Ognuno è molto di più di ciò che pensa e, soprattutto, è molto di più del ruolo che svolge nella vita.

Il corpo e la mente con tutta la loro intelligenza e capacità immense sono solo alcune parti di te, non sono te, o meglio, non lo sono del tutto; così come non sei la tua personalità che, dotata di svariate sfaccettature, concorre nel fornirti un’immagine personale di te permettendoti di relazionarti col mondo esterno e con la società.

Chi sei veramente, e chi sono i tuoi figli, i tuoi studenti o clienti, è tutt’altra cosa e lo vedremo insieme strada facendo, ma già da ora puoi considerare la possibilità che ci sia una parte più profonda che vive in te: testimone della tua esistenza e contemporaneamente partecipe e creatrice.

Senza entrare in merito a dogmi o a credi religiosi, ma volendo guardare la vita con religiosità, ovvero con sentimento, chiamiamo questa parte più intima: Anima, Vera Natura, Natura Autentica, Natura Essenziale, Essenza… chiamala come preferisci, in fondo è solo una definizione che ci permette un discorso lineare e comprensibile. Io la chiamerò soprattutto Essenza, come fosse un aroma, un profumo che permea la vita di ognuno.

L’Essenza è la nostra natura originaria e autentica, il nucleo del nostro essere.

Ha un sapore, un colore e una fragranza. Pur essendo qualcosa di sottile e raffinato è palpabile e percepibile con tutti i nostri sensi.
L’Essenza è la parte innata dell’essere umano, (…) non si può descrivere in termini di sensazioni, emozioni e pensieri, tuttavia è nel mondo, vive in esso insieme a tutto il resto. È come l’oro nella roccia: non è la roccia ma è nella roccia. Si trova nelle sensazioni, nelle emozioni e negli eventi mentali, ma non è nessuna di queste cose. I diamanti e gli smeraldi sono nella terra, ma non sono la terra, sono qualcos’altro. Lo stesso si può dire per l’Essenza dentro di voi: non è la carne, non è le emozioni, non è i pensieri, ma è incastonata in essi, è dentro di voi come l’oro nella roccia, come la gemma nella terra. (A.H.Almaas, il Cuore di Diamante)

Ogni qualvolta ci sentiamo inadeguati, incapaci, non all’altezza della situazione e in qualche modo smarriti o, al contrario, ci sentiamo distaccati e superiori, in diritto di giudicare fatti e persone, è perché abbiamo perso la connessione con questa Natura Autentica – dotata di CORAGGIO e FIDUCIA, AMORE e COMPASSIONE, POTERE PERSONALE e GIOIA DI VIVERE e molto altro – e ci lasciamo dominare dalla personalità.

La nostra esistenza è costellata di eventi che in qualche modo abbiamo dovuto o dobbiamo affrontare e, seppur ci sforziamo di essere nel giusto, una parte di noi è sottomessa all’immagine che vogliamo avere e che vogliamo dare agli altri.
Vogliamo percepirci ed essere percepiti forti, adeguati, capaci ma, così facendo, ci conformiamo automaticamente al pensiero comune non prestando la giusta attenzione alle nostre percezioni e, spesso, nascondendo o disconoscendo emozioni, stati d’animo, sentimenti e ferite più profonde.


IL COMPITO DEL GENITORE ED EDUCATORE

Il compito del genitore e dell’educatore non è di plasmare i propri figli, allievi e clienti o di indirizzarli su cammini prestabiliti, ma di aiutarli a essere ciò che già sono sostenendoli nel trovare autonomamente il proprio scopo e la propria missione nella vita, nel fare emergere in loro talenti e qualità essenziali, contribuendo così alla loro evoluzione e a quella della generazione cui appartengono.

Se vuoi essere un genitore-educatore capace di sostenere l’Essenza di tuo figlio o allievo, essere partecipe alla sua fioritura il più possibile armonica, è importante che tu conosca innanzitutto te stesso, i tuoi meccanismi interiori e quali eventi della tua vita li hanno determinati.

Sapere che un certo comportamento dei tuoi genitori o dei tuoi educatori (per quanto mossi dall’amore o dalla buona intenzione) ha potuto creare in te determinate convinzioni limitanti, specifici tratti psicosomatici e una particolare personalità gestita e controllata da un giudice interiore onnipresente – che, vedremo, frena la tua espansione – può aiutarti a essere maggiormente responsabile del tuo comportamento di attuale o di futuro genitore ed educatore.

Conoscere i tuoi schemi interni, come e perché re-agisci in un determinato modo di fronte alle situazioni, ti porta a essere un individuo più maturo e consapevole e quindi un genitore autorevole, che è decisamente diverso dall’essere autoritario e opposto dall’essere libertario o accondiscendente.

Troppo spesso, di fronte alla difficoltà nell’educare i propri figli e allievi si tende a:
  • essere eccessivamente direttivi e imperativi seguendo schemi rigidi che probabilmente tu stesso, da bambino o da adolescente, hai considerato inadeguati o dispotici;
  • lasciar loro troppa libertà – memori delle imposizioni ricevute e desiderosi d’essere “democratici” – facendoli invece sentire abbandonati o soverchiati dalla precoce responsabilità;
  • troppo indulgenti e sentimentali nel tentativo di guidarli con amorevolezza e protezione, col risultato di farli sentire piccoli e soffocati

Essere autorevole significa agire nel giusto, capaci di fornire un solido sostegno, degni di stima e di fiducia anche nei casi di disaccordo, perché congruenti con se stessi e guidati dall’etica essenziale che è in noi, dotata di creatività e di lungimiranza.


COME DIVENTARLO?

Non sono le strategie o i consigli di un esperto che possono aiutarti a diventare un genitore-educatore autorevole, bensì sei tu, e solo tu, che puoi fare la differenza decidendo già da ora se vuoi FARE il genitore-educatore o ESSERE genitore-educatore.

Come già detto, per diventarlo devi prima conoscere te stesso.

In questo perCorso, quindi, prendiamo in esame diversi argomenti che esploreremo sia dal lato teorico e spirituale, sia pratico, con suggerimenti di indagine rispetto te stesso e i tuoi figli, allievi o clienti.

  • Esploreremo la personalità: come si è formata e perché.
  • Ci addentreremo nelle nostre convinzioni limitanti e analizzeremo diversi caratteri psicosomatici per conoscere meglio noi stessi e i nostri figli, allievi e clienti.
  • Capiremo la differenza sostanziale fra emozioni e sentimenti, bisogni e desideri, generalmente confusi e catalogati in positivi o negativi, mentre sono stati del vivere differenti. Non buoni o cattivi: semplicemente diversi e con uguale importanza. (Nella sezione Emozioni e Sentimenti trovi già alcuni articoli)
  • Scopriremo e approfondiremo l’Essenza e le sue qualità  e capiremo come e perché è difficile avere un contatto diretto con essa (nella sezione Essenza trovi già alcuni articoli a riguardo).
  • Scopriremo  il Giudice Interiore, quella voce interiore che costantemente giudica il nostro e altrui operato suggerendo comportamenti automatici, limitando creatività e capacità di resilienza (anche per questo argomento trovi già alcuni articoli nella sezione Superego).
  • E infine esploreremo alcuni stati emozionali che re-agiscono al mancato contatto con le qualità essenziali e, contemporaneamente, sono la chiave d’accesso all’Essenza.

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Photo Credit: pixabay.com

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