Verde smeraldo – l’amore compassionevole 

Oggi voglio cominciare l’articolo con un pezzo tratto da “Fili di Vetro – il Nero, la Pace” il mio romanzo di esordio:
“… Kai non ascolta, non vuole ascoltare. <Non so cosa significhi amare>, dice sincero rivolto più a se stesso che alla compagna.
Chiara si rigira, lo investe con occhi selvatici e lo costringe a guardarla nonostante il fastidio crescente che le arrossa le gote.
<Sei incazzato?>, chiede a bruciapelo.
<Perché?>.
<Dici stronzate di prima mattina>.
Kai sospira, la guarda afflitto e vede la propria immagine riflessa nelle sue pupille dilatate. <Non è una stronzata!>, urla riprendendole la mano, stringendola fino a farle male. <Tu sai dirmi cosa significa amare? Dimmelo! Ho bisogno di te, ma questo tu lo chiami amore?>…”

Ho bisogno di te, ma questo tu lo chiami amore?

Eh, già: troppo spesso scambiamo l’amore per bisogno.
Il bisogno:
di appartenere a qualcuno
di possedere qualcuno
di non sentirci soli
di avere un valore
di essere considerati
di essere rassicurati ecc. ecc.
Questo, che molti chiamano amore, è un bisogno insoddisfatto, ed è malato al punto di far compiere atti orribili – come leggiamo spesso sui giornali o sul web.

Da dove nasce una così distorta visione?

Nasce da piccolissimi, forse già nel grembo materno e, via via crescendo, viene alimentata da tutte le credenze collettive che serpenteggiano nelle scuole, fra gli amici, in famiglia e in tutta la società moderna e col tempo diventa una sorta di merce di scambio che risponde a richieste e a situazioni tipo:
“dammi il tuo amore e non ti lascerò solo” oppure “farò tutto per te così mi amerai per sempre”.
Un amore così non può espandersi ed essere nutriente.
E’ orientato costantemente all’esterno, ovvero ha bisogno di qualcuno a cui essere rivolto o fa in modo che qualcuno dipenda noi”; in ogni caso raramente sgorga da un luogo autentico e profondo che non si cura dell’effetto sugli altri né, tantomeno, desidera un qualsiasi riconoscimento.

Come riconoscere di essere “vittima” di un amore falso?

Analizzando i nostri comportamenti.
Per esempio:
– Alcuni cercano l’amore incondizionato sforzandosi di essere perfetti in ogni cosa rispondendo al bisogno: sarò perfetto così mi amerai.
– Altri si danno un sacco da fare per il prossimo scambiando tutto ciò per amore ma in realtà vogliono un ritorno: farò tutto per te così mi amerai.
– Altri ancora si ingegnano nel sintonizzarsi perfettamente con gli altri assecondando ogni loro desiderio: ti darò qualsiasi cosa desideri così mi amerai.
– C’è chi invece cerca di scostarsi il più possibile dai luoghi comuni e dalla massa: sarò speciale e per questo mi amerai.
– Chi idealizza il sapere e studia tutto il possibile basando la propria vita sulla conoscenza a discapito dell’esperienza: conoscerò ogni risposta così mi amerai.
– C’è chi, invece, sviluppa una grande capacità di sostenere l’altro in ogni situazione: solo io ti capisco e per questo devi amarmi.
– Qualcuno fa di tutto per apparire leggero e pieno di gioia anche quando il dolore lo piegherebbe in due: porterò amore e gioia nella tua vita così mi amerai.
– Qualcun altro diventa il top del suo settore, il protagonista più affascinante che c’è sulla piazza: sarò il migliore e tu mi amerai.
– Al contrario, qualcun altro diventerà il più ordinario e pacifico di tutti: non ti farò mai del male e per questo mi amerai.
Come avrai notato questo amore distorto è dominato da bisogni, paure  ed emozioni contrastanti ; non è un reale sentimento.

Il sentimento dell’amore è tutt’altro.

Nasce spontaneamente: può essere ampliato da una circostanza ma non dipende da essa.
E’ immacolato: non ha pretese e non si aspetta un riconoscimento.
Dona un senso di grazia e di beatitudine: ben diverso dal bisogno di possesso o dalla gelosia.
E’ gentile e delicato: ama incondizionatamente.
E’ uno spazio interiore di apertura e di armonia: non teme di non essere riconosciuto.
Ha la capacità di risanare le ferite: non rivendica nulla e apre lo spazio di riconoscimento dei propri desideri profondi e sofferenze/mancanze prendendosene cura personalmente.
E’ presenza pura che sostiene la verità: non toglie il dolore – quando c’è – ma dona la capacità di accettarlo e di comprenderlo.
E’ dotato della capacità di essere compassionevole sia verso noi stessi sia verso gli altri: che non è aver pietà ma con-prendere, ovvero si prende cura di noi e di tutto ciò che ci circonda.

L’amore compassionevole è uno degli aspetti primari del nostro Essere, la dimensione profonda che manifesta l’amore per la verità e la saggezza gentile del nostro cuore.

E’ una guida delicata e silenziosa, per questo non sempre la sentiamo.
La nostra mente è costantemente piena di pensieri, una sorta di rumore costante, che non sentiamo neanche più e che ci mantiene occupati a cercare soluzioni e strategie per tollerare le “mancanze” che percepiamo in noi .
La voce dell’amore è delicata e dobbiamo affinare bene il nostro ascolto interiore per poterla sentire.
Quando la riconosciamo in mezzo a quel rumore, e le diamo spazio, è come miele nel nostro sistema: con grande compassione smaschera i nostri bisogni più profondi e li accoglie invece di giudicarli o di allontanarli da noi.
L’amore, infatti, accoglie tutto e tutti, anche le sfaccettature di noi che non desideriamo o che cerchiamo di nascondere.

Vieni a sperimentare la dimensione dell’AMORE COMPASSIONEVOLE con l’ausilio della tecnica del Respiro Circolare Consapevole.
Mercoledì 21 giugno a Cristalli di sale – via Dolomiti, 37 Verona dalle 20,30 in poi.

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